Giurisprudenza

Il sequestro preventivo per equivalente: giurisprudenza 2012

I beni costituenti il fondo patrimoniale possono essere aggrediti dal sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, gravando sui medesimi un mero vincolo di destinazione che non attiene alla titolarità del diritto di proprietà, e quindi, al tema dell’appartenenza del bene a “persona estranea al reato”.

FONTI
Praticanti Diritto, 2013

 

Per adottare la misura del sequestro preventivo per equivalente non è indispensabile che sia

individuato il responsabile del reato stesso; in quanto la misura può colpire anche cose di

proprietà di terzi estranei al reato, purché la loro libera disponibilità possa favorire la

prosecuzione del reato.

Cass. pen. Sez. III, 19/06/2012, n. 33354

 

Cass. pen. Sez. III, 19/06/2012, n. 33354

di terzi estranei – Art. 3, D.Lgs. n. 74/2000 – Art. 322-ter c.p.

Nel sequestro finalizzato alla confisca per equivalente ex articolo 322-ter codice penale, a

differenza del sequestro preventivo di cui all’art. 321, comma 2, codice procedura penale, il

“periculum” coincide con la confiscabilità del bene posto che l’introduzione della misura della

confisca per equivalente vale da sola a escludere la necessità di un vincolo pertinenziale tra la

res e il reato. Di conseguenza, il sequestro – avendo ad oggetto il tantundem solo per valore

equivalente al profitto conseguito dal reo – può colpire anche cose di terzi estranei che non

hanno rapporti con la pericolosità individuale del soggetto e non sono collegate con il singolo

reato, purché la loro disponibilità possa favorire la prosecuzione del reato stesso.

 

Cass. pen. Sez. III, 14/06/2012, n. 25774 (rv. 253062)

Il sequestro preventivo, funzionale alla confisca per equivalente, previsto dall’art. 19, comma

secondo, del D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, non può essere disposto sui beni immobili

appartenenti alla persona giuridica ove si proceda per le violazioni finanziarie commesse dal

legale rappresentante della società, atteso che gli artt. 24 e ss. del citato D.Lgs. non prevedono

i reati fiscali tra le fattispecie in grado di giustificare l’adozione del provvedimento, con esclusione

dell’ipotesi in cui la struttura aziendale costituisca un apparato fittizio utilizzato dal reo per

commettere gli illeciti. (Rigetta, Trib. Salerno, 14/12/2011)

Nel caso di omesso versamento di ritenute operate e non versate, il sequestro preventivo

finalizzato alla confisca per equivalente sui beni dell’amministratore della società a responsabilità

limitata è legittimo solo quando non è possibile aggredire i beni appartenenti all’impresa che ha

tratto beneficio dal profitto del reato.

Cass. pen. Sez. III, 09/05/2012, n. 38740

 

Cass. pen. Sez. III, 22/03/2012, n. 17465 (rv. 252380)

Il tribunale del riesame deve adeguatamente apprezzare il valore dei beni sequestrati in

rapporto all’importo del credito che giustifica l’adozione del sequestro preventivo finalizzato alla

confisca per equivalente (art. 322-ter cod. pen.), al fine di evitare che la misura cautelare si riveli

eccessiva nei confronti del destinatario. (Rigetta, Trib. lib. Napoli, 27/06/2011)

 

Cass. pen. Sez. III, 08/03/2012, n. 15210 (rv. 252378)

Il sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente (art. 322-ter cod. pen.) può

essere applicato ai beni anche nella sola disponibilità dell’indagato per quest’ultima

intendendosi, al pari della nozione civilistica del possesso, tutte quelle situazioni nelle quali i

beni stessi ricadano nella sfera degli interessi economici del reo, ancorché il potere dispositivo su

di essi venga esercitato per il tramite di terzi. (Annulla con rinvio, Trib. lib. Napoli, 04/04/2011)

 

Richiesta straniero sedicente non residente irreperibile di fatto

AL TRIBUNALE DI ROMA
SEZIONE ______________
Ufficio del dibattimento penale monocratico
Giudice dott.___________________________

n. ________/___ R.N.R., n. ________/___ R.G. Trib.;

ISTANZA PER LA LIQUIDAZIONE DELL’ONORARIO AL DIFENSORE D’UFFICIO DI PERSONA STRANIERA SEDICENTE, NON RESIDENTE IN ITALIA E DI FATTO IRREPERIBILE.

(PARTE IV, N. 1, LETT. E) del “Prontuario”)

Il sottoscritto avv. ___________________________del foro di Roma, difensore di ufficio del sig.__________________________________________, nato a ________________il _____________, residente a______________________, elettivamente domiciliato ex art.161c.p.p.in___________________________presso_______________________________________;
premesso che:
l’istante è stato nominato difensore di ufficio secondo le tabelle predisposte per i turni dei difensori di ufficio ed ha quindi svolto l’incarico ricevuto nel procedimento penale indicato in epigrafe il procedimento sopra indicato è stato definito con________________________________________;
il suo assistito è straniero, sedicente e non identificato a mezzo documenti, ed è di fatto irreperibile, per cui è possibile liquidare gli onorari dell’esponente difensore;
Allega, nel rispetto di quanto indicato nel “Prontuario” del Tribunale di Roma, oltre all’originale della nota spese, documentazione attinente a:
1 – richiesta di onorario e di una messa in mora negative;
2. – verifica anagrafica aggiornata negativa
3. – attestazione Dipartimento Amministrazione Penitenziaria sull’assenza di uno stato detentivo.

DICHIARA

che l’attività svolta dal sottoscritto difensore è conforme a quella prevista dal modello di nota spese¬¬¬ N°_____ (relativa a giudizio________________________________) predisposto nel “Prontuario”,

CHIEDE

la liquidazione del compenso per l’opera prestata, come da allegata nota spese conforme al citato modello.

Roma, lì _________________________

Avv. ______________________

Cosa cambia nei riti del processo civile

Processo civile,  ecco Cosa cambia dal 6 ottobre 2011:



Un testo unico per razionalizzare e semplificare la normativa speciale in materia civile in soli 3 modelli procedimentali contenuti nei codici:

il rito del lavoro.

il rito sommario di cognizione.

il rito ordinario di cognizione.

In sintesi le principali novità:



Eliminate le differenze di regolamentazione non giustificate da effettive esigenze; uniformati i passaggi procedurali, per consentire una migliore organizzazione del lavoro degli uffici giudiziari; scritte regole più chiare e con terminologia uniforme, per ridurre al minimo i dubbi interpretativi.

Dopo oltre cinquant’anni di legislazione priva di disegno organico, è la prima volta che viene attuato un intervento legislativo così vasto all’insegna della semplificazione del sistema processuale civile.

Il provvedimento, per avere accorpato e riassunto in unico testo tutte le disposizioni che disciplinano i procedimenti giudiziari previsti dalle leggi speciali.

Così, nell’area del rito del lavoro sono collocate:



• le controversie in materia di opposizione alle procedure di recupero degli aiuti di Stato.
• le opposizioni alle sanzioni amministrative, al verbale di accertamento del codice della strada.
• i procedimenti in materia di applicazione del codice della privacy.
• le controversie di natura agraria e le sanzioni in materia di stupefacenti.
• le opposizioni ai provvedimenti in materia di riabilitazione del debitore protestato.
• Con il procedimento sommario di cognizione sono definite:
• le cause sugli onorari forensi.
• le opposizioni ai decreti di pagamento delle spese di giustizia.
• le controversie in materia di immigrazione.
• le opposizioni alle decisioni di convalida dei trattamenti sanitari obbligatori.
• le cause che hanno per oggetto la materia elettorale.
• le liti sulle misure disciplinari a carico dei notai.
• quelle sul risarcimento danni per le intercettazioni telefoniche.
• quelle sulla discriminazione.

In tema di processo ordinario di cognizione ci sono:



• le opposizioni alle procedure coatte per la riscossione delle entrate di Stato e degli altri enti pubblici.
• quelle sulle stime effettuate nell’ambito dei procedimenti di espropriazione.
• le controversie in materia di attuazione di sentenze e provvedimenti stranieri ed in materia di liquidazione di usi civici.
• i procedimenti in materia di rettificazione del sesso.

In termini generali, toccherà al giudice rettificare con un’ordinanza l’errore commesso quando una controversia viene promossa in una forma diversa da quella disciplinata dal decreto, stabilendo anche l’eventuale passaggio a un altro giudice in caso di difetto di competenza.

Quanto al regime transitorio, i nuovi modelli non saranno comunque applicati ai procedimenti già pendenti alla data di entrata in vigore.

Riti Elementi caratterizzanti

Lavoro Per i procedimenti in cui risultano prevalenti i caratteri della concentrazione delle attività processuali, o nei quali sono previsti ampi poteri di istruzione d’ufficio.

Sommaria
Cognizione procedimenti speciali accentuata semplificazione della trattazione o dell’istruzione della causa = un’attività istruttoria breve

Ordinario ha un carattere prevalentemente residuale in questo l’istruttoria è più ampia.

Recente giurisprudenza sulla responsabilità medica.

Giurisprudenza sulla responsabilità medica.



La responsabilità del medico è limitata alle ipotesi di dolo o colpa grave ex art. 2236, comma 2, c.c. allorché si presentino casi implicanti risoluzione di problemi tecnici di particolare difficoltà che trascendono la preparazione media o non ancora esaustivamente studiati dalla scienza medica . Viceversa, a fronte di casi di facile soluzione la responsabilità in parola sussiste anche per colpa lieve, essendo richiesta la diligenza prevista dall’art. 1176, comma 2, c.c. che implica il rispetto degli accorgimenti e delle regole tecniche connesse all’esercizio della professione e ricomprendente pertanto anche la perizia.
App. Roma Sez. III, 05/07/2011
App. Napoli Sez. III, 30/06/2011

Responsabilità professionale.

In materia di responsabilità medica, la risarcibilità del danno da lesione della salute che si verifichi per le non imprevedibili conseguenze dell’intervento chirurgico eseguito correttamente, nel rispetto delle regole dell’arte, tuttavia effettuato senza la preventiva informazione del paziente in ordine ai suoi possibili effetti pregiudizievoli e, dunque, effettuato in assenza di un consenso consapevolmente prestato, richiede necessariamente di accertare che il medesimo paziente, se fosse stato adeguatamente informato, avrebbe rifiutato di sottoporsi a tale intervento.
App. Napoli Sez. III, 30/06/2011